Scleroderma del tarlo

Sclerodermus-domesticus

Scleroderma del tarlo

Il tarlo è già un problema, ma a volte viene accompagnato da un suo parassita conosciuto come scleroderma del tarlo o bethylidae che assomiglia a una piccola formica munita di un sottile pungiglione sulla coda che riesce a infliggere più di una puntura , nonché molto dolorosa. Assomiglia a una formica , ma è a tutti gli effetti della famiglia delle vespe. Generalmente si può ritrovare nella polvere (se si fa analizzare), ma anche su tessuti bianchi in corrispondenza delle zone attaccate dai tarli.L’ intervento con macchine a microonde è ottimo, ma da solo non è sufficiente. Può essere coadiuvato da macchine a vapore secco ad alta temperatura e si rende a volte necessaria anche una fumigazione, perché non basta colpire i tarli con cui vivono in simbiosi, ma bisogna anche intervenire in altre zone dove si possono annidare gli elementi già adulti. Di sicuro questa è una delle battaglie più difficili della disinfestazione e con questo non vi vogliamo scoraggiare, ma solo farvi capire che per vincerla c’è bisogno di collaborazione e di adottare alcune misure preventive che ne impediscano la proliferazione. Portare un mobile antico in casa senza un esame preventivo e accurato o non usare le zanzariere certi ambienti a rischio non sono cose da sottovalutare perché le conseguenze potrebbero essere molto fastidiose.

Termiti

 

TERMITI 

Il legno può anche essere attaccato dalle termiti, formiche estremamente aggressive che lasciano poche tracce esterne. E’ vero che in Italia non sono così comuni, ma questo a volte è un pericolo perché alcuni si accorgono del problema quando il danno strutturale è già elevato. Oltre ad un intervento interno alle abitazioni, si rende assolutamente necessario un controllo esterno poiché i termitai possono trovarsi anche a decine di metri di distanza dalla propria abitazioni o addirittura essere divisi in sottocolonie. Altro intervento riguarda i posti caldi e umidi all’interno della casa, infatti questi sono i luoghi di residenza prediletta di questi invasori e bisogna con urgenza togliere tutte le condizioni favorevoli allo sviluppo delle termiti. Ci sono trappole specifiche che vanno ad intercettare i loro movimenti sotterranei che necessitano di vari monitoraggi per una buona riuscita dell’intervento. L’applicazione di un prodotto protettivo che va ripetuta nel tempo, almeno ogni due anni, può garantire un ottimo livello di sicurezza. Se acquistate del legno nuovo, prima di trattarlo vi consigliamo di chiamarci, perché esiste la possibilità di fare un primo trattamento (soluzione canadese) che è anche naturale e che viene usato all’estero nei posti dove le termiti sono molto più comuni. Si tratta di un trattamento molto efficace che addirittura aumenta la capacità ignifuga del legno, riducendo i rischio di incendio che ha come controindicazione che deve essere il primo trattamento ad essere effettuato sul legno grezzo, altrimenti la sua efficacia diminuisce notevolmente.

Tarli

tarlo

Tarli e non solo…

tarli svolgono un utile lavoro di degradazione sui rami secchi, ma quando scambiano i nostri mobili o peggio ancora i travi e i travicelli di casa nostra per qualcosa da smolecolarizzare ovviamente abbiamo un problema.Necessita sia una disinfestazione tarli che un’ applicazione di un trattamento anticarro preventivo. Non ci sono molte specie di tarli attivi in Italia, ma quelle che ci sono si danno da fare. Oltre alla famosa polverina che troviamo quando facciamo le pulizie dovuta al tarlo comune, a volte si sente il rumore (in particolare la notte)  dell’azione di alcuni di essi che fanno parte della famiglia del capricorno del legno. La differenza la possiamo cogliere nella grandezza dei fori di uscita e anche nella loro forma. Oggi siamo in grado di proporvi interventi “eco” effettuati tramite macchine a microonde che “cuociono” non solo i tarli ma ne rassodano anche le pericolose uova. Per spessori di legno fino a 3 cm si può invece optare per l’uso del superfreddo tramite l’azoto liquido. Capite bene come è possibile evitare l’impiego di complicate e pericolose sostanze tossiche, anche se riteniamo che un buon lavoro deve essere completato con un protettivo. Se il legno non è mai stato trattato possiamo intervenire anche con un prodotto BIO 100%. Se ha già subito trattamenti si deve ricorrere alla chimica, sebbene in forma leggera.