Ecologia e disinfestazione naturale

100% natural concept

E’ realmente possibile una disinfestazione naturale ?

Crediamo proprio che la risposta la conosciate da soli. Il NO ad una disinfestazione naturale al 100% deriva dal fatto che anche le attività che vengono svolte come ecodisinfestazione o disinfestazione naturale con il massimo rispetto dell’ambiente hanno una ricaduta su di esso in una misura seppur ridotta di inquinamento. Anche per produrre dei prodotti BIO si usa energia derivata dai combustibili, si devono trasportare, smaltirne i contenitori etc etc etc ….E’ anche vero che in alcuni campi si può operare con un impatto minimo e facilmente sopportabile dal sistema. A volte delle semplici barriere, esche a base di feromoni di aggregazione o sessuali, kairomoni o attrattivi alimentari naturali, l’uso della criogenia o del surriscaldamento a microonde, semplici polveri disidratanti possono costituire dei mezzi di lotta efficaci e rispettosi dell’ambiente. A questo bisogna aggiungere la necessità di conoscere il nostro nemico, le abitudini degli insetti infestanti, i luoghi di proliferazione, le sostanze e il loro rapporto con la luce o l’oscurità e tutta una serie di cose che oggi è semplice poter conoscere grazie all’uso del web che riporta molte informazioni affidabili. La percentuale della scritta va sicuramente ridotta, ma la nostra coscienza sensibile all’ecologia ci dovrebbe portare , quando è possibile, all’adozione di questi sistemi anche se a volte il loro costo potrebbe essere più elevato. Paradossalmente capita che il costo sia anche inferiore, ma alcuni per abitudine continuano ad usare vecchie metodiche e prodotti che invece hanno un forte impatto negativo sull’ambiente e sulla nostra salute. Chiedere due preventivi invece di uno non costa nulla e i vantaggi per l’ecosistema sono sicuramente più grandi di quanto possiamo immaginare!

Scleroderma del tarlo

Sclerodermus-domesticus

Scleroderma del tarlo

Il tarlo è già un problema, ma a volte viene accompagnato da un suo parassita conosciuto come scleroderma del tarlo o bethylidae che assomiglia a una piccola formica munita di un sottile pungiglione sulla coda che riesce a infliggere più di una puntura , nonché molto dolorosa. Assomiglia a una formica , ma è a tutti gli effetti della famiglia delle vespe. Generalmente si può ritrovare nella polvere (se si fa analizzare), ma anche su tessuti bianchi in corrispondenza delle zone attaccate dai tarli.L’ intervento con macchine a microonde è ottimo, ma da solo non è sufficiente. Può essere coadiuvato da macchine a vapore secco ad alta temperatura e si rende a volte necessaria anche una fumigazione, perché non basta colpire i tarli con cui vivono in simbiosi, ma bisogna anche intervenire in altre zone dove si possono annidare gli elementi già adulti. Di sicuro questa è una delle battaglie più difficili della disinfestazione e con questo non vi vogliamo scoraggiare, ma solo farvi capire che per vincerla c’è bisogno di collaborazione e di adottare alcune misure preventive che ne impediscano la proliferazione. Portare un mobile antico in casa senza un esame preventivo e accurato o non usare le zanzariere certi ambienti a rischio non sono cose da sottovalutare perché le conseguenze potrebbero essere molto fastidiose.

Tarli

tarlo

Tarli e non solo…

tarli svolgono un utile lavoro di degradazione sui rami secchi, ma quando scambiano i nostri mobili o peggio ancora i travi e i travicelli di casa nostra per qualcosa da smolecolarizzare ovviamente abbiamo un problema.Necessita sia una disinfestazione tarli che un’ applicazione di un trattamento anticarro preventivo. Non ci sono molte specie di tarli attivi in Italia, ma quelle che ci sono si danno da fare. Oltre alla famosa polverina che troviamo quando facciamo le pulizie dovuta al tarlo comune, a volte si sente il rumore (in particolare la notte)  dell’azione di alcuni di essi che fanno parte della famiglia del capricorno del legno. La differenza la possiamo cogliere nella grandezza dei fori di uscita e anche nella loro forma. Oggi siamo in grado di proporvi interventi “eco” effettuati tramite macchine a microonde che “cuociono” non solo i tarli ma ne rassodano anche le pericolose uova. Per spessori di legno fino a 3 cm si può invece optare per l’uso del superfreddo tramite l’azoto liquido. Capite bene come è possibile evitare l’impiego di complicate e pericolose sostanze tossiche, anche se riteniamo che un buon lavoro deve essere completato con un protettivo. Se il legno non è mai stato trattato possiamo intervenire anche con un prodotto BIO 100%. Se ha già subito trattamenti si deve ricorrere alla chimica, sebbene in forma leggera.